Interrogarsi sul concetto di spazio attraverso la visione dell’astrattismo.

Da una ricerca artistica profonda che esalta l’equilibrio, la distanza, le estensioni e la purezza delle forme, ripensare nuove configurazioni, azioni e visioni per ridare umanità al paesaggio costruito e naturale. Uno spazio pensato intorno alle persone e alle relazioni. Uno spazio che diventa luogo.

L’immaginario rappresentato da 108, Alberonero, Giorgio Bartocci, Clemens Behr, Ciredz, Erosie, Graphic Surgery, Sbagliato, Sten Lex e Tellas, rimanda a scenari periferici, trascurati e postindustriali, sposta l’attenzione su elementi naturali, abitudinari e spirituali, avanzando con la potenza dei movimenti avanguardisti della storia moderna. Le trame rappresentate dialogano con le geometrie del paesaggio urbano. L’opera avvolge la struttura e diventa essa stessa architettura.

Sfumare e rendere quasi invisibili i confini tra arte-architettura, spazio-luogo, così come passione-lavoro, qui-altrove, anima la nostra ricerca artistica e ci spinge alla riscoperta dei luoghi dimenticati, partendo dalle loro difficoltà, esaltandone bellezza e autenticità.

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