ETEROTOPIA | LINGUAGGI ULTRACONTEMPORANEI

19/12/2015

Dall’ex dogana romana, complesso industriale grigio ed asettico, con una storia all’interno ancora tangibile, gli artisti Borondo, Canemorto, Sbagliato, Edoardo Tresoldi e Jacopo Mandich si sono confrontati con Palazzo Fazzari, edificio ottocentesco storico di Catanzaro che rappresentò un’importante esempio di apertura verso la commistione di linguaggi artistici. Un’ex residenza nobiliare in decadenza, il cui spirito è ancora forte e sembra non voler abbandonare le mura.
Dai resti, dall’assenza, gli artisti hanno sviluppato gli interventi dialogando tra di loro e con le memorie del palazzo, per creare uno “spazio altro”, dell’interno, occupato dalla loro visione, che prende forma sotto la spinta di un pensiero e diviene sensibile.
L’arte, tra le sue infinite possibilità, ha il dono di poter creare mondi altri, mondi che noi possiamo e dobbiamo esplorare.
L’unica salvezza, per continuare a sentire, è costruire luoghi in cui coesistano conflitto e contemplazione. In cui sia possibile farci colonizzare dai significati, con il tempo necessario per farli nostri.

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