Abstractism – Humanize Landscape

Abstractism – Humanize Landscape prosegue un percorso di approfondimento del muralismo d’avanguardia italiano ed europeo, iniziato già un anno fa con la precedente edizione di Altrove Festival.
La dimensione umana torna ad essere centrale in un moderno processo di fare città, che parte dall’importanza della diffusione della cultura e dal valore sociale di bene collettivo. L’arte riacquista un ruolo fondamentale nella costruzione di una strategia di rinascita culturale, ritorna ad avere la missione sociale di stimolare nuove idee attraverso un’inedita esperienza visiva, coerente, pubblica e diffusa, contaminando centri urbani, architetture suburbane e paesaggi naturali.
Proporre una residenza di artisti mossi dagli stessi valori, in una scena inflazionata che sta perdendo lo spirito delle sue radici, significa spingere un movimento autentico, figlio del suo tempo e dei suoi spazi, ma sempre innamorato della bellezza della storia. Spetterà alla generazioni a venire immaginare la nostra come una collettività colta, una società consapevole della responsabilità che deriva dall’imporre un’immagine nel ritmo quotidiano della vita delle persone.
Un’umanità che rischia un linguaggio nuovo e ultra contemporaneo, una composizione energica capace di imporsi ai nostri sensi, degna di obbligarci a compiere un passaggio ulteriore che ci aiuti ad entrare all’interno delle opere, a immaginare l’evoluzione di un percorso creativo che ha portato l’artista a comporre quegli equilibri e quelle forme.
Agire d’azzardo in una terra ormai disabituata a scavare nel profondo, permette di mantenere acceso il fuoco di una comunità e di reindirizzare lo sguardo verso la qualità e non la quantità, la bellezza e non la grandezza, il qui e non l’altrove.

2501

Scinduta
Via Mario Greco

‘A scinduta dei Barracchi’ fu un quartiere storico di Catanzaro, eretto subito dopo il terremoto del 1832 con la costruzione di abitazioni provvisorie per donare riparo immediato alle persone rimaste senza casa. Ora 2501 utilizza la stessa velocità di esecuzione in condizioni di emergenza per dipingere un’opera in soli due giorni che esalta la bellezza del gesto pittorico e il valore dell’azione, che gioca con i riflessi di luce e le ombre che l’intorno le concede per mantenersi sempre viva. “Scinduta” rientra nel progetto “Dinamic Influences” di 2501 ed è un tributo a quello storico rione che oggi porta il nome di via Mario Greco.

ALBERONERO

Tre Colli
via Antonio Izzi de Falenta

Installazione site-specific
4,06 x 10 x 4,06 m

L’installazione site-specific “Tre colli” di Alberonero rappresenta una novità assoluta all’interno della produzione di interventi di arte pubblica di Altrove Festival.
Impiantare una nuova struttura direttamente all’interno del paesaggio naturale significa distogliere temporaneamente lo sguardo dallo scenario costruito per volgerlo verso quell’incantevole bellezza troppo spesso dimenticata e maltrattata. Le morbide curve, la natura spontanea, i colori cangianti e il vento che incessantemente corre su queste colline vengono esaltati e allo stesso tempo spezzati da una struttura ferma, rigida, umana e trasparente, che facilmente rimanda alla figura del non finito che negli anni della speculazione edilizia ha invaso e deturpato l’immagine dello spettacolo naturalistico calabrese.
“Tre colli” rappresenta così una provocazione sull’identità del rapporto tra uomo e paesaggio in Calabria: la scelta brutale della griglia e la poetica della trasparenza del colore creano una mimesi tra la costruzione umana e le infinite possibilità di osservazione della natura, generando una sensazione inedita che esalta le tre colline e il movimento continuo del vento, storici simboli della città di Catanzaro. 

ALEXEY LUKA

Experiment in Silence
Via San Nicola

“Experiment in silence” di Alexey Luka è la prima opera realizzata per Abstractism – Humanize Landscape, terza edizione di Altrove Street Art Festival. L’inserimento dell’opera all’interno del centro storico catanzarese dona alla città nuovi spunti per la lettura delle visioni prospettiche generate dalla meravigliosa casualità che caratterizza il tessuto urbano dei borghi medievali italiani. Una composizione elegante che sperimenta un discorso continuo, silenzioso e sensoriale tra l’arte e i suoi fruitori e che vuole sensibilizzare al fascino del camminare e della riscoperta lenta delle bellezze delle nostre architetture.

ARIS

Untitled
via Basilicata

La ricerca sulle diverse declinazioni dell’astratto si intensifica con l’intervento di Aris sulla facciata di una scuola materna ed elementare nella periferia sud di Catanzaro. Le sagome iconiche dell’artista toscano si ripetono e si riflettono in un ritmo incalzante, che ora esalta le figure in primo piano e ora quelle che si generano dallo sfondo. Le curve morbide della composizione inglobano una serie di definiti elementi geometrici oltre che figure attuali come il puntatore per la geolocalizzazione inserito all’interno del grande volto specchiato al centro.

CT

No Time, No Space
Parcheggio Musofalo

La morfologia del territorio e l’espansione del tessuto urbano di Catanzaro hanno costretto architetti ed ingegneri dello scorso secolo a progettare enormi infrastrutture che potessero collegare rapidamente differenti quartieri della città. Il segno minimale che caratterizza l’opera di CT si trova proprio al di sotto della rotatoria Gualtieri, impressionante architettura che sopraeleva una rotonda di oltre 60 metri. La composizione circolare e infinita sottolinea l’inesistenza del tempo e dello spazio: il primo una convenzione, il secondo una sensazione. 

EKTA

Untitled
Luoghi diversi

Per la terza edizione di Altrove Festival il maestro svedese Ekta ha lavorato su diverse facciate di piccola dimensione sparse per la città. L’autore centra in pieno le direttive emerse dal testo critico e dal titolo di questa edizione, lavorando ogni giorno su un muro diverso munito semplicemente di spray, pertiche e vernici. L’approccio al muro è diretto e impulsivo, gli sfondi ora piatti ora sporchi ospitano figure irregolari e infantili che riescono a convivere con tutti i differenti segni degli artisti al suo fianco, insieme ai quali accumula un’enorme quantità di collaborazioni che hanno permesso al Festival di arricchire ulteriormente la sperimentazione nell’arte urbana contemporanea partendo dallo spirito di condivisione proprio dei graffiti.

GUE

Vento d’Estate
via E. Dandolo

Presentati i lavori all’interno del centro storico e nevralgico della città, ci spostiamo nella zona sud di Catanzaro con l’opera “Vento d’estate” di Gue, che qui rappresenta uno spazio flessibile nella leggerezza delle sue forme e nella delicatezza delle sue variazioni cromatiche. Elementi di paesaggio irrompono direttamente all’interno di una composizione graficamente impeccabile, ricca di ritagli e trasparenze, di tinte chiare e note di contrasto, di apparizioni di acqua, roccia e terra che si integrano con l’intorno ambientale e allo stesso tempo rompono l’immaginario collettivo di un complesso residenziale popolare.

NELIO

In – Between
via Mario Greco

“In-between” di Nelio è la seconda opera d’arte pubblica realizzata in via Mario Greco e rientra nella serie che vede l’artista creare un elemento nuovo generato dallo studio di concetti opposti: costruzione / distruzione, ordine / caos, accumulazione / riduzione. L’idea si riflette su un edificio fatiscente che appare rinnovato senza subire effettive ristrutturazioni e che quindi salvaguarda la sua autenticità abbracciando la sua nuova parte di contemporaneo. La forza devastante dello scorrere del tempo, già evidente dallo stato dell’immobile, anima e dona al disegno vita continua: forme e texture progressivamente si modificheranno rafforzando la relazione che lega il segno del passaggio dell’artista con il luogo in cui lo stesso è stato concepito.

DOMENICO ROMEO

Strutture Letterali
viale degli Angioini

Con “Strutture Letterali” Domenico Romeo continua la sua ricerca sullo studio delle lettere astratte generate da una intensa attività gestuale e dalla variazione degli strumenti utilizzati. La verticalità della superficie di intervento ha ispirato una composizione in cui lettere si accatastano una sull’altra come a sorreggersi a vicenda. Lettere ponderate che convivono con lettere più schizofreniche, lettere liquide che si poggiano su lettere solide, come in un brainstorming confuso che diventa pittura murale.

THTF

Untitled
via Orsi

Dopo il lavoro di Nelio, i THTF proseguono il ponte creato tra Lione e Catanzaro, mostrando tutti i caratteri di uno dei linguaggi, quello francese, tra i più influenti nell’evoluzione del muralismo contemporaneo. L’opera di via Orsi rinforza nuovamente il legame tra arte contemporanea e architettura: le linee spezzate della preesistenza vengono riformulate in un’esplosione di forme giocose interconnesse da sinapsi che continuano a tagliare l’edificio come l’inclinazione dei tetti fa con il cielo.